L’Associazione Convivium Vicenza OdV porta a teatro le emozioni delle neo mamme
Sabato 27 settembre alle ore 21.00 il Teatro di Costabissara ha ospitato un evento speciale organizzato dall’Associazione Convivium Vicenza OdV: lo spettacolo “Fai la brava!” della compagnia teatrale Arte Povera.
Sul palco è andata in scena la storia di una futura mamma che si trova ad affrontare emozioni, dubbi e paure comuni a tante neo mamme. Una rappresentazione intensa e coinvolgente che ha proposto due finali diversi, per mostrare come cambia la maternità a seconda del sostegno che la madre riceve.
Nel primo quadro, la protagonista viene sommersa da critiche, consigli non richiesti, pregiudizi, aspettative e pressioni da parte di familiari, conoscenti e persino operatori sanitari. Il risultato è una madre che perde fiducia in sé stessa, si sente fragile, sola, incapace di seguire il proprio istinto. Sul palco appare una mamma triste e in grande difficoltà.
Nella seconda parte, invece, tutto cambia. La stessa mamma viene accolta, incoraggiata, sostenuta da chi le è vicino. Le difficoltà non scompaiono, ma diventano affrontabili: l’allattamento prende avvio, il rapporto con la bambina si rafforza, la fiducia cresce.



Uno spettacolo capace di commuovere e di lasciare un messaggio chiaro: l’atteggiamento delle persone che circondano una neo mamma è fondamentale. Un gesto di vicinanza, una parola di incoraggiamento o un ascolto rispettoso possono fare la differenza tra sentirsi sole o sentirsi accompagnate.
Convivium, che dal 2011 opera per sostenere la maternità e prevenire il disagio femminile, ha scelto questo spettacolo perché esprime in modo diretto e immediato ciò che l’associazione porta avanti con il servizio telefonico gratuito “Pronto? Mamma chiama mamma”: l’importanza di non lasciare sole le mamme, ma di costruire attorno a loro una rete di sostegno, fatta di ascolto, empatia e collaborazione.
La serata al Teatro di Costabissara ha confermato che il linguaggio dell’arte è uno strumento potente per sensibilizzare e far riflettere. Ed è proprio da eventi come questo, condiviso con un pubblico che ha parteciato attento e sensibile, che può nascere una nuova cultura della maternità: più rispettosa, più attenta, più umana.
